- Speciale Primopiano: L'ORSO -

Bella raga e benvenuti su Band In Italy, come state?.
‘Bene, ma non benissimo!’ (cit.)
Come nasce il progetto L’orso e che significato ha questo nome?
Il progetto L’orso è nato un anno fa da una serie di coincidenze che hanno realizzato un’idea di Mattia. Il nome nasce semplicemente da una scelta stilistica/estetica/sonora. Un nome comune, con l’articolo determinativo. Ci piaceva così, diretto.
Si fa sempre troppo poco per la cultura underground in Italia, a vostro avviso cosa si dovrebbe fare in più, e come? E poi esiste, da quello che sapete voi, qualcosa di positivo nell’ambiente underground?
Si dovrebbe andare ai concerti per il bene della musica e non solo quando c’è il grande nome, o l’amico dell’amico dell’amico di un tuo conoscente. Lamentarsi meno e ascoltare (e vedere) di più. Citando Bassi Maestro ‘La mia Fiesta c’ha migliaia di chilometri in concerti, tu vieni a piedi e ti lamenti? non mi rispetti’. Nell’ambiente ci sono cose bellissime; prendiamo ad esempio il torneo di calcetto tra etichette indipendenti TUTTOMOLTOBELLO che si è svolto quest’anno, o prendiamo la nostra etichetta Garrincha Dischi, o tutte quelle persone che sposano la causa di qualche progetto e decidono di aiutare in ogni modo nonostante le distanze dello stivale. Nel sottosuolo italiano c’è davvero tanta partecipazione sentita, e non coatta. Onestamente il clima attorno a noi è sempre stato intimo, non possiamo lamentarci.
Quali sono le vostre influenze? Viene da chiedere quale stile vi rispecchi più a pieno se ce n’è uno e perché?
Le influenze de L’orso possono essere ritrovate nel twee-pop innevato degli Acid House Kings, nella disperazione degli Arab Strap, nel verde dei Belle and Sebastian, nelle camminate sui Balcani con Beirut e nella provincia pavese degli 883. C’è chi parla dell’America, ma preferiamo le bande che sfilano orgogliose per il paese in festa.
Nelle vostre serate immagino suoniate i vostri pezzi presenti su facebook. Eseguite anche delle cover? Quali artisti proponete?
Nei live proponiamo brani dei nostri due EP, qualche inedito, e qualche cover. Da sempre portiamo ‘Nantes’ di Beirut, nella nostra versione ‘italianizzata’. A Roma ci è capitato di suonare ‘Wes Anderson’ de I Cani, ma con la leggerezza dell’amicizia che ci lega da mesi. E’ capitato, in altre occasioni, di suonare ‘Garella’ di Jocelyn Pulsar e ‘Serenata Rap’ di Jovanotti (nella nostra versione presente nella compilation ‘Il Cantanovanta’). Probabilmente nel nuovo tour ne aggiungeremo una.
Progetti per il futuro prossimo e venturo ragazzi? Tour, festival, concorsi, date?
Il 25 novembre esce il nostro nuovo lavoro per Garrincha Dischi, intitolato ‘La provincia’. Dall’8 al 20 dicembre faremo la prima parte del tour, 12 date filate in cui copriremo il centro-sud (Lazio, Umbria, Toscana, Campania, Puglia, Emilia Romagna). Ripartiremo poi con molte altre date nell’anno nuovo (ripartendo dal centro-nord). Uscirà anche una nostra cover su una nuova compilation di Garrincha Dischi (prevista per fine dicembre). A marzo, ritorneremo in studio per il nuovo materiale; registremo un terzo EP, dopo il nostro primo, e l’imminente ‘La provincia’.
Grazie per essere stati con noi e per averci concesso quest’intervista, vi facciamo un grosso in bocca al lupo per il futuro e speriamo di rincontrarvi presto.
Crepi, grazie a voi!
Stefano Gerosa

