- Intervista del mese -
UFFICIO SINISTRI

http://www.myspace.com/ufficiosinistriusx
Bella raga e benvenuti su Band In Italy, come state?
Ciao a tutti, innanzitutto ringraziamo Band in Italy per l’opportunità concessa e per l’interessamento al nostro progetto, a rispondervi sarà Biko, il cantante e scrittore dei testi degli Ufficio Sinistri ed ora portavoce del pensiero della Band. In generale va molto bene, finchè si suona e si crea musica riusciremo a tenere il nostro umore il più alto possibile.
Come nasce il progetto UFFICIO SINISTRI?
Il progetto Ufficio Sinistri nasce da un’idea di Biko che decise di adattare i suoi testi Rap ad una formula strumentale. Grazie all’aiuto di Blat, un amico comune della Band, che ci ha praticamente radunato, facendomi conoscere Malox e la sua chitarra, elemento fondamentale della Band, Valentino, il nostro primo batterista e Marcello, il nostro primo bassista, in seguito abbiamo conosciuto Fester, il nostro attuale bassista, anche lui praticamente fondatore e colonna portante della Band, da lì iniziò l’ideazione del nostro essere, poi in seguito l’abbiamo sviluppato. Tutte le persone che hanno collaborato e che ancora collaborano con noi, sono gli UFFICIO SINISTRI, le varie vicissitudini della vita hanno poi allontanato alcuni ed avvicinato altri, ma è grazie a tutte queste persone che siamo qua a parlare con voi.
Si fa sempre troppo poco per la cultura underground in Italia, a vostro avviso cosa si dovrebbe fare in più, e come? E poi esiste, da quello che sapete voi, qualcosa di positivo nell’ambiente underground?
Bella domanda! La cosa in più che si dovrebbe fare, secondo il nostro modestissimo parere, sarebbe prima di tutto ispessire la cultura della musica, soprattutto quella dell’underground Italiano. Il nostro paese è cocciutamente fermo ad una visione classica della musica, fin troppo “Nazional-Popolare”, questo però non vuol dire assolutamente che disdegniamo le radici alla quale tutti apparteniamo ma, è evidente che il rinnovamento è necessario, soprattutto per non distruggere le fondamenta che i nostri predecessori hanno costruito. L’espressività artistica deve prendere le sue strade, senza restrizioni, senza i paletti che il mercato impone, però tutto questo lo si potrà ottenere principalmente se il mercato stesso si adeguerà all’arte e non il contrario. Case discografiche, radio, televisioni e chi più ne ha più ne metta, sono fautori e responsabili, nel bene e nel male, dell’andamento della musica di oggi e del domani, solo che al momento sono globalizzate e concentrate principalmente su gli incassi più che sulla qualità. Tutto questo però, è destinato ad implodere, perché i prodotti di ora si somigliano tutti ed è l’immagine a farne da padrona, ma tutto questo è Telemarketing, non musica; la musica è selezione naturale e vedrete che farà il suo corso, bisogna armarsi di pazienza e ancor di più perseveranza. Tutte le cose migliori sono nate dall’underground e ancora adesso si possono trovare Band e musicisti bravissimi e geniali, peccato che serva molta fortuna, anzi, troppa fortuna; sarebbe ora di togliere un bel po’ di potere decisionale alle aziende che vendono musica, o meglio ancora, mettere persone competenti alla guida di queste aziende. Una loro buona parte la fanno i locali e i loro gestori che danno l’impressione di volere “la botte piena e la moglie ubriaca”, trasformando le Band in agenzie pubblicitarie, con il solo scopo di portare il maggior numero di persone possibile a consumare, senza poi dare alcun compenso alla Band che spinta dalla voglia di suonare non si rende conto che l’incasso della serata viene fuori grazie a lei. Non è sempre così, ci mancherebbe, ci sono molti locali dove il lavoro del musicista viene rispettato e ricompensato ma nella maggior parte dei casi non viene dato nemmeno il rimborso spese, nemmeno i documenti SIAE vengono fatti compilare e tutto questo a nostro avviso è disgustoso; perché come un’elettricista o come qualsiasi altro lavoratore, il musicista impegna persone, tempo, sacrifici e anni di studio ed è giusto che venga pagato per il servizio che offre al pubblico, purtroppo i soliti noti non parlano di tutto ciò, quasi sintomo di essersi dimenticati di come erano prima del “successo a più zeri”. Probabilmente la “classe” dei musicisti è tra le meno tutelate in Italia, viene tutelato principalmente il diritto d’autore, solo che anche qui si tratta di soldi, non di arte. In tanti altri paesi d’Europa il musicista addirittura percepisce il sussidio di disoccupazione ed ha la libertà di poter suonare anche in mezzo alla strada, senza aver bisogno di permessi e contro permessi e senza rischiare di essere accusato di occupazione abusiva di suolo pubblico. Può sembrare retorica ma ci si dovrebbe unire e chiedere a gran voce il rispetto dei propri diritti e dell’arte che si dona alla gente. La domanda che ci avete fatto è all’interno di un argomento importantissimo e servirebbero milioni di parole per spiegare ed argomentare dettagliatamente le cose come stanno e come dovrebbero essere; per ora speriamo che questa risposta abbia, non dico soddisfatto ma, incuriosito i lettori ad approfondire quello che sta dietro alla musica che ascoltano. Vi ringraziamo molto per questa domanda, è stato un piacere rispondervi, perché è stato come parlarvi di una parte importante della nostra vita.
Dai pezzi del vostro profilo myspace si sentono diverse influenze, viene da chiedere quale stile vi rispecchi più a pieno se ce n’è uno e perché?
Diciamo che la risposta più semplice è quella del Crossover, solo che la riteniamo alquanto limitante. In noi risiedono mille gusti, io ad esempio sono influenzato dal Rap (Mobb Deep, Tribe Called Quest, Organized Confusion ecc), ma ho trovato una fonte inesauribile di ispirazione anche e soprattutto in Francesco De Gregori. Malox, oltre ad avere un trascorso nel Punk, ha influenze come i Trice, Foo Fighters, Sex Pistols, Dead Kennedys, Artic Monkeys ecc.. Fester, il nostro bassista, è uno sfegatato ammiratore dei Beatles, Francesco, il nostro chitarrista e Effe, il nostro batterista, sono virtuosi del Jazz, ma anche grandi appassionato del Funk, della Fusion e del Rock Come potete vedere ci sono varie influenze e direi che lo stile che ci rispecchia di più è quello della Musica, senza alcuna distinzione.
Nelle vostre serate immagino che propiniate i vostri pezzi presenti sullo space. Eseguite anche delle cover? Quali artisti proponete?
Tendenzialmente eseguiamo solo ed esclusivamente pezzi nostri, abbiamo un attaccamento quasi morboso alla nostro stile di comunicazione. Può capitare che durante l’improvvisazione, cosa che accade quasi sempre, eseguiamo qualche tema noto, ma sopra ci cantiamo tutt’altro, molto freestyle, fa bene al sangue..hihi E poi ci sono già fin troppe Cover Band, con tutto il rispetto per loro preferiamo la nostra musica.
Progetti per il futuro prossimo e venturo ragazzi? Tour, festival, concorsi, date?
Il progetto portante è quello di poter comunicare a più persone possibile il nostro pensiero, soprattutto con i LIVE, perché si arriva direttamente nelle orecchie e nelle emozioni della gente. Stiamo scrivendo molti altri pezzi da raggruppare in un disco, solo che non possiamo anticiparvi nulla, se verrete a sentirci Live potrete capire. Troverete le date sul nostro Myspace, www.myspace.com/ufficiosinistriusx, siamo presenti pure su altri canali, come Facebook e Youtube, ma soprattutto ci troverete sul palco.
Grazie per essere stati con noi e per averci concesso quest’intervista, vi facciamo un grosso in bocca al lupo per il futuro e speriamo di rincontrarvi presto.
Siamo noi che ringraziamo voi immensamente e speriamo che il lupo muoia. Grazie ancora e ciao a tutti. UFFICIO SINISTRI
Stefano Gerosa

