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- Recensione del mese -

 

LA TEORIA DI KASPAROV - UFFICIO SINISTRI

L'album degli Ufficio Sinistri: La teoria di Kasparov

Questo mese abbiamo selezionato una giovane band dal gusto rap misto rock , il loro sound si avvicina da una parte a band come Linkin Park, Rage against the machine e dall’altra al rap italiano con delle sfumature pop, con questo non è mia intenzione definirli come copia di un’altra band o di un altro genere. Da non amante di una parte del loro genere (rap) oggi recensirò per voi il loro album “La teoria di Kasparov”

 

GIUDIZIO A CALDO

 

SANTO: Dalle prime note di questo brano si sente subito il mix tra i due generi sopracitati, molto bello il testo, e la melodia del ritornello che entra subito in testa, trovo inoltre il brano ben arrangiato. Carino anche il video presente sul loro myspace

VAI CHE TI PASSA: Uno dei brani che preferisco di più de “La Teoria di Kasparov” molto bello il gioco voce/batteria durante le strofe. Valido anche per questo brano il mio giudizio positivo riguardo il testo.

LA PAURA DELLA GENTE: Intro e l’outro della canzone sono davvero ben fatti, l’uso dei synth nell’arrangiamento ci sta davvero giusto, una punta di delusione nel ritornello che cade un po’ monotono.

QUELLO CHE STAI CERCANDO: Uno dei due brani più pop dell’album, non trovo nulla di speciale in questo pezzo, non riesco a cogliere nessun nesso con le altre tracce.

LA STRADA E’ CHIUSA: Secondo brano dell’album che si avvicina alla musica pop, il pezzo di per sé è mediocre a volta scontato. Anche in questo caso apprezzo il testo della canzone.

TOSTA: Il singolo perfetto degli Ufficio Sinistri. Tosta è una canzone che si contraddistingue dagli altri brani, davvero ben fatto, testo impeccabile che va a toccare importanti tematiche, ritornello che si impara a memoria al primo ascolto, davvero un lavoro ben fatto.

DROGA: La musicalità del brano rispecchia in toto il tema affrontato, molto bello il suono e le parti di basso, originale il gioco di parole “…e i sassi?...”. Ben apprezato.

TUTTO MOLTO STRANO: Non ho molto da dire riguardo questo brano. Uno, se non il più deludente, unica nota positiva per l’ennesima volta il testo, un po’ meno la melodia principale della voce.

NIENTE E’ PER SEMPRE: Brano mediocre, nulla di speciale, carino il ritornello abbastanza melodico.

TIGRE IN UNA GABBIA: Il brano non è male, avrei dato un po’ più di incisività al suono della chitarra, un po’ troppo pastosa.

AD OCCHI DELL’INSAPUTA: Al contrario del brano precedente, qua la chitarra assume un ruolo importante, ben fatta, ottimo il riff iniziale e le parti durante le strofe. Strumentalmente è uno dei brani che apprezzo di più dell’album. Ottima la chiusura.

ELEFANTI: Piacevole l’intro elettronico, ottima calibrazione dei suoni della batteria. Buono il ritornello con l’utilizzo delle due voci. Non male.

 

CONCLUSIONE

Concludendo, trovo che “La Teoria di Kasparov” (con mia sorpresa non amando il genere) sia davvero un bel lavoro, ben arrangiato, ottime idee e realizzazioni, raramente deludenti. La cosa che ho trovato più di mio gradimento è stata la stesura dei testi davvero ben fatti, diretti, e mai noiosi. La tracklist dell’album è stata definita a dovere, l’ho vista come un percorso da svolgere… trovo perfetta la posizione del brano “Elefanti” come ultima traccia… “Andrò a morire altrove come fanno gli elefanti” davvero adatta.

VOTO TECNICO: 7

VOTO ARTISTICO: 7,5

 

Stefano Gerosa