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- Recensione del mese -

 

RIVOLTA - LA CITTA'

L'E.P. dei Rivolta: La Città

I Rivolta sono una band veramente con ottime prospettive.


Non riesco a classificarli in alcun genere musicale, e a mio modesto giudizio questo è un lato positivo; non mi va nemmeno di classificarli come band alternative rock, perché vuol dire tutto e il contrario di tutto. Il loro è un mix di semplicità, cattiveria ma tanta tecnica sia nei testi che nei riff, dove però oltre all’apparente semplicità di fondo, i primi sono rabbiosi e vengono fuori da dentro, mentre i riff e nel complesso la loro musica rispecchiano una volontà a tutto campo di creare qualcosa di nuovo, qualcosa fatto di rabbia, voglia di urlare le cose come stanno, il tutto condito ogni tanto da un velo di malinconia. A tratti sembrano influenzati dai Linea 77, a tratti dai Muse, altri ancora dagli Oasis, a tratti da gruppi post – punk californiani, e questo la dice lunga sulla loro estrosità.
Nonostante questa loro “inclassificabilità”, i Rivolta hanno comunque costruito qualcosa di proprio, perché le canzoni presenti sul loro myspace sembrano collegate da un filo conduttore sonoro, che sembra voler comunicare all’ascoltatore un unico messaggio.


GIUDIZIO A CALDO:

CAOS: Un brano strano, senza una struttura sonora portante compatta; dal punto di vista della composizione sembra infatti una canzone formata da tanti piccoli pezzi di altri brani. Non è un brano molto orecchiabile, ma racchiude in sé rabbia e coraggio (si notano influenze di gruppi di diversi stili, quali, per esempio, Verdena, Afterhours e Linea 77). Ottima la tecnica.


FUORI E’ TUTTO SEMPLICE: Il singolo perfetto dei Rivolta: una canzone rabbiosa, contro il sistema e l’indifferenza, un ritornello che si ripete all’infinito ma che per questo rimane piacevolmente in testa a chi ascolta. A mio giudizio il brano che meglio li rispecchia.

NON IMPORTA: Fuori piove a dirotto, dentro fa freddo e non puoi far altro che lasciarti prendere da questa melanconica canzone che ti trascina in una lunga riflessione sui tuoi ricordi, sul tuo passato…insomma, ti strugge nel vero senso della parola (ma non è mica una critica!).

CREDIMI: All’inizio sembra la naturale continuazione di “Non importa” (a parte il coro urlato, che si ripete poi nei ritornelli, in stile Offspring), ma in questo caso oltre alla frustrazione c’è la voglia di reagire contro “la città dei falsi”. Obiettivamente un po’ stancante, ma è ottimo il bridge dal punto di vista tecnico.


I DON’T KNOW YOUR NAME: E’ una canzone orecchiabile, molto bella e altrettanto diversa da tutte le altre. Probabilmente è il primo “singolo” da loro sfornato, perché è in inglese, ha un sound molto diverso da tutti gli altri pezzi presenti ed è il brano che ha il numero nettamente maggiore di ascolti. Dal punto di vista musicale è molto interessante, mischia sound di gruppi come Kooks (nelle strofe) Oasis, Jet e Muse (questi ultimi soprattutto nei giri finali che chiudono il brano).


In conclusione i Rivolta hanno a mio avviso davvero un bell’impatto, sonoro e di immagine, sia nell’ascolto dei brani che nelle loro esibizioni live. Hanno fatto molto bene finora, soprattutto considerato che suonano insieme da poco più di un anno. La creatività e l’energia non gli mancano di certo, e credo che sfruttando queste due loro armi a fondo abbiano davanti a loro una strada molto interessante.

VOTO TECNICO: 7

VOTO ARTISTICO: 7,5

 

Marcello Puglisi