- Recensione del mese -
CHOOSE - SSICK

L'album dei Ssick: Choose
L'oggetto della recensione non sono i brani pubblicati sul loro myspace ma un cd che ci è stato inviato dal nome "choose". Scusate ma qui devo raccomandare una cosa a loro e a voi tutti: quando spedite un cd a qualcuno ricordatevi ALMENO di scriverci sopra il nome del vostro gruppo. Solitamente se chi lo riceve lo porta in giro e magari ha molto materiale da ascoltare risulta davvero difficile se non impossibile risalire all'autore, e come conseguenza avrete che magari sarete piaciuti moltissimo ma nessuno ve lo dirà perchè non saprebbe come ritrovarvi... torniamo a noi. Questi SSick sono in realtà una "one man band" La realizzazzione del cd è abbastanza curata. Si nota soprattutto la cura dei molti effetti applicati alla voce che la rendono adatta a questo EP. Diciamo che la cura dei suoni usati rispecchia molto la mentalità del progetto.
GIUDIZIO A CALDO
The inorganic arm. La "voce" iniziale mi ricorda un inizio di qualche album degli slipknot (non ricordo quale). Sembra che l'artista non dia importanza alle parole del testo in quanto sono di difficile comprensione. La timbrica della voce mi ricorda molto i korn. La struttura della canzone, seppur si parli di un genere molto vicino all'industrial, è ben fatta.
Coral Red. L'inizio di piano accompagnato dagli effetti sonori risulta piacevole. La voce cambia completamente registro rispetto alla precedente. La struttura della canzone è molto statica, purtroppo anche cambiando alcuni arrangiamenti, sia con suoni che con strumenti, queste componenti non portano "aria fresca" anzi la rendono ancora più pesante. Questa sua pesantezza fa sembrare la traccia molto più lunga nonostante duri solamente 3:36 minuti.
Screw and washer. Simpatica e originale tutta la intro. Devo dire che la parte di ingresso della chitarra rende poco piacevole l'entrata nella seconda parte della canzone che ha un suo carattere; questo pezzo si ripete più volte durante la canzone e la rende pesante e addirittura fastidiosa all'ascolto . La struttura, quando rimane semplice, resta a galla ed è semplice, mentre quando appare più articolata cede, e con sè tutto l'insieme.
Modern Human. La cosa comincia ad essere un pò ripetitiva. La voce incalza mentre il groove rimane lo stesso e la chitarra è molto nervosa e sembra non volersi fermare. Il basso segue molto di più una struttura definita (anche se noiosa e sempre uguale) e prova a tenere insieme tutto quello che in questo brano si può ascoltare. Come in quasi tutte le canzoni, durante l'intro e l'outro la melodia sembra acquistare un pò di calma e ragionevolezza anche se rimangono lacune ed episodi incompiuti durante le parti di intermezzo.
The Altitude. Molto carina l'introduzione psichedelica che introduce la voce perfettamente riconoscibile e definita in buona maniera. Il groove è martellante e può non piacere ma riconosco un buona originalità. Anche la struttura armonica è volutamente acida. Il tappeto effettistico, seppur pesante, risulta adeguato alla situazione. Poco prima dei quattro minuti questo tappeto si unisce a una struttura melodica quasi cantabile che riviene subito "risucchiata" nella buona disarmonicità dell'ensemble del pezzo.
CONCLUSIONE
La chitarra è molto granitica ma mal gestita in quanto diventa soprattutto fastidiosa in molte delle sue parti. Apprezzo molto le idee "rischiose" che spesso sono azzeccate. Le idee di Angelo in molte delle sue parti possono essere viste come originali ma nell'insieme mi risultano per la maggior parte noiose: sembrano più che altro tante bozze buttate giù e riviste mille volte per tentare di tenerle insieme; si sente che manca un confronto costante con una terza parte che potrebbe unire molto i pezzi sparpagliati in giro.
VOTO TECNICO: 6
VOTO ARTISTICO: 5
Ivano Lancuba

